ESSERE "CONTRO L'ODIO" NON PUO' COSTITUIRE IL PROGRAMMA DI UNA FORMAZIONE POLITICA
«Io vorrei sapere per chi votano i cittadini Senaldi e Sallusti!»: così Mattia
Santori, la Sardina più conosciuta, risponde al direttore de “il Giornale” che
gli chiede di sbilanciarsi e dichiarare le sue intenzioni elettorali per
l’Emilia Romagna.
Accade durante la puntata del ventuno gennaio della trasmissione di Martedì,
condotta dal bravo Giovanni Floris, in onda sull'emittente televisiva La 7: qui
il direttore del quotidiano sopra citato fa una semplice domanda che in molti
si pongono.
Ed aggiunge, per rispondere al quesito riconvenzionale del giovane neo
politicante: «io dichiaro sempre il mio voto in prima pagina: lei che è
giornalista dovrebbe saperlo, visto che basta leggere per informarsi».
Qui non abbiamo alcuna simpatia per il responsabile del fogliaccio di proprietà
di Silvio Berlusconi, lo diciamo a scanso di equivoci: ma questo non ci
impedisce di essere, in questo caso, completamente d’accordo con lui.
Non è possibile che una persona che arringa folle importanti – durante il
dibattito si fa riferimento ai quarantamila pesciolini presenti a Bologna – non
dichiari a chi va la sua simpatia, visto che il suo movimento non è presente
sulla scheda elettorale.
In studio, poi, sono quattro gli esponenti delle Sardine – una piemontese, un
emiliano, un laziale, ed un siciliano – eppure da nessuno di costoro si riesce ad
ascoltare una qualche proposta che non sia la solita tiritera contro l’odio
razzista.
Intendiamoci: la missione di cui si sono caricati questi giovani è giusta e
nobile, ma è del tutto evidente che non può essere l’unica base sulla quale
costruire una proposta politica alternativa al deprimente esistente.
Voler riempire il vuoto di valori con il nulla delle proposte non è esattamente
quello che ci si aspetterebbe da chi porta in piazza decine di migliaia di
persone chiedendo la fine di un certo modo di fare politica.
Che poi, a ben vedere, non è neppure così: in diverse situazioni, le piazze
hanno reagito alla presenza di qualcuno con la bandiera rossa cacciandolo in
malo modo, dimostrando così che lì l’odio non è affatto assente.
Bosio (Al), 27 gennaio 2020
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
http://pennatagliente.wordpress.com